Il cinghiale è il progenitore della gran parte delle razze di maiali domestici e delle popolazioni di maiali inselvatichiti originale nella gran parte del continente Eurasiatico e la porzione settentrionale dell’Africa
la sua carne è molto magra, dura e fibrosa, e viene in genere utilizzata per cucinare ragù o spezzatini stufati con sugo di pomodoro e spezie e previo marinatura che ne attenua il forte sapore
ricca di proteine, sali minerali, quali ferro, potassio e magnesio, e di vitamine, soprattutto del gruppo B.
Lo stracotto differenzia dal brasato di poco e viene utilizzato solitamente con le carni molto magre,
cita l'Artusi : “lo stracotto di vitella per condire la minestra di maccheroni o per fare un risotto col sugo, è d’uso comune nelle famiglie della borghesia fiorentina. Guardatevi però dal dissugar troppo la carne per voler molto sugo e sostituite in tutto o in parte l’olio, come si usa in Toscana, colla carnesecca, che dà un sapore più spiccato e più grato" .
Metodo molto usato con le carni d'asino o di cavallo questo tipo di preparazione ben si addice infatti a condimento per la pasta
piatto tipico della Maremma grossetana nella cottura del cinghiale, terra ricca di selvaggina, che si è diffuso anche nel resto della Toscana ed in Umbria conosciuto sopratutto come sugo per le pappardelle, altra versione, quella volterrana di questa carne con aggiunta di cioccolato e uvetta.
Questa mia interpretazione per ricercare un sapore di una ricetta gustata spesso da bambina da un'amica pratese della mia mamma, Silvana, cercando qua e là tra i miei libri ho riadattato questa al mio palato.
Vediamola insieme:
la sua carne è molto magra, dura e fibrosa, e viene in genere utilizzata per cucinare ragù o spezzatini stufati con sugo di pomodoro e spezie e previo marinatura che ne attenua il forte sapore
ricca di proteine, sali minerali, quali ferro, potassio e magnesio, e di vitamine, soprattutto del gruppo B.
Lo stracotto differenzia dal brasato di poco e viene utilizzato solitamente con le carni molto magre,
cita l'Artusi : “lo stracotto di vitella per condire la minestra di maccheroni o per fare un risotto col sugo, è d’uso comune nelle famiglie della borghesia fiorentina. Guardatevi però dal dissugar troppo la carne per voler molto sugo e sostituite in tutto o in parte l’olio, come si usa in Toscana, colla carnesecca, che dà un sapore più spiccato e più grato" .
Metodo molto usato con le carni d'asino o di cavallo questo tipo di preparazione ben si addice infatti a condimento per la pasta
piatto tipico della Maremma grossetana nella cottura del cinghiale, terra ricca di selvaggina, che si è diffuso anche nel resto della Toscana ed in Umbria conosciuto sopratutto come sugo per le pappardelle, altra versione, quella volterrana di questa carne con aggiunta di cioccolato e uvetta.
Questa mia interpretazione per ricercare un sapore di una ricetta gustata spesso da bambina da un'amica pratese della mia mamma, Silvana, cercando qua e là tra i miei libri ho riadattato questa al mio palato.
Vediamola insieme:










